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Snuff Movies di Marco Pingitore 2005

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Da marzo 2005 a novembre 2007 questo articolo è stato letto 77331 volte.

Snuff Movies
di Marco Pingitore (Marzo 2005/March 2005)
Attenzione: tutti i contenuti possiedono il Copyright

1. Origini del fenomeno

Il termine Snuff deriva dall’inglese to snuff e nello slung americano significa “annientare”, “ammazzare brutalmente”. Gli snuff movies sono (o meglio dovrebbero essere) dei filmati in cui i protagonisti sono prima torturati, violentati e poi, “finalmente”, uccisi. L’esistenza di tali video è molto dubbia, ma i miti sono difficili da sfatare e il pubblico ci crede. L’unica cosa certa sono le origini e per questo non possiamo che affidarci al libro di David Kerekes e David Slater “Killing for culture” [1994]. Tutto ha inizio nel 1971 quando Michael e Rita Findlay girarono con un budget di 30.000 dollari il film "Slaughter". Pessima pellicola in cui un gruppo di motocicliste hippies con a capo un tipo di nome Satan ammazzano in nome del diavolo. Insuccesso assicurato fin quando il produttore cinematografico Allan Shackleton prende possesso della pellicola e inizia a montare una storia ad effetto con fini commerciali in cui lascia trapelare che le scene contenute nel film sono terribilmente vere. Il film viene rinominato in “Snuff”. Il legittimo proprietario della pellicola Findlay scopre l'inganno e costringe Shackleton a sganciare un bel po’ di soldini per i diritti d’autore. Il film originale finiva con una lunga sequenza in cui Satan e le sue adepte facevano irruzione in una villa uccidendo chiunque trovassero. L'ultimo omicidio viene compiuto ai danni di un'attrice incinta. Shackleton aggiunge proprio da quel punto una sequenza girata in un'intera giornata, in cui il regista inizia ad avere "contatti ravvicinati" con l'attrice ignara che la troupe stia continuando a filmare. Il regista tira fuori a sorpresa un coltello e inizia il suo pessimo show. La scena culmina con il regista impazzito che le leva dall'addome non si sa cosa di preciso.

L'assalto alla villa, l'uccisione dell'attrice incinta sono chiari riferimenti alla strage di Bel Air dell'estate del 1969, in cui la setta “The Family”, capeggiata dal notissimo Charles Manson, fece irruzione con dei suoi adepti in una villa in cui si trovavano delle persone per un festino, tra queste c’era anche la moglie del regista Roman Polansky. Trovarono tutti la morte. Il film Snuff uscì il 12 gennaio 1976. Le voci sulla veridicità delle scene del film circolarono impazzite, fin quando Shackleton non si vide costretto ad inserire nel film una dichiarazione in cui si affermò che le scene rappresentate non erano vere.

2. Le cinque componenti di un video Snuff

Cos’è veramente uno snuff? Come si fa a distinguerlo? Credo che ci sia molta confusione a riguardo, a volte si parla di snuff quando invece è real movie. E’ necessaria una distinzione e qualche definizione per delimitare i confini dello snuff movie. Snuff è un breve filmato, come già detto, in cui i protagonisti, per lo più donne, sono torturati e uccisi. Il tutto può avere un fine commerciale. Quindi, secondo chi scrive, un video snuff, per essere ritenuto tale, deve avere determinate componenti e in particolare cinque:

  • morte
  • sesso
  • pianificazione
  • piacere
  • effetto

Analizziamo nel dettaglio queste componenti.

Morte: il film deve contenere le scene della morte reale e non presunta del o dei soggetti protagonisti. Questo è un elemento fondamentale che caratterizzano gli snuff e li distinguono dagli altri filmati in circolazione.

Sesso: il video snuff deve contenere scene di sesso e di violenza sessuale, non a caso le vittime di questo genere di video sono per lo più donne.

Pianificazione: il video deve contenere un’idea (malsana) di premeditazione. Le violenze e le azioni commesse durante il video sono pianificate per essere riprese da una telecamera.

Piacere: il soggetto che perpetra le violenze deve provare piacere, un piacere sadico nei confronti delle vittime.

Effetto: il video deve provocare un certo effetto nel pubblico. Il film quanto più è violento tanto più è sensazionale.


3. Realtà o finzione?

Come per i "mondo movies", anche il significato di snuff movie ha subito variazioni. Oggi il video snuff è considerato un filmato in cui vi sono scene di violenze e morte, non importa quanto vere, confondendolo spesso con un real movie. Qui è necessaria una distinzione: i real movies sono filmati, di durata variabile, girati occasionalmente. Può capitare che un turista vada in giro con una telecamera e si trovi a riprendere delle scene di un incidente stradale o di una catastrofe come quella che ha colpito di recente l’Asia orientale. Per intenderci questi filmati, anche se contengono scene di violenza e morte, non sono snuff, ma real movies: l’occasionalità dell’ evento crea la differenza dallo snuff. Il turista che riprende un incidente stradale, non può prevedere quell’evento, ma si limita solo a filmare i fatti. Anche le scene relative allo tsunami asiatico sono dei video occasionali, non sono programmati o causati dal regista. Gli snuff movies, invece, sono video in cui il videoamatore, o chi per lui, provoca l’evento criminoso, lo pianifica e lo riprende con la telecamera in tutte le sue sfaccettature. Le vittime possono essere ignare o consapevoli non importa, conta solo il macabro effetto che si produce. Quasi tutti i video snuff che ho potuto visualizzare, per fortuna, non sono veri. Le uccisioni e le violenze sono tutte finte, mentre il successo che ne scaturisce è reale. Molti video vengono spacciati per snuff, ma, come detto, sono solo dei real movies. Quando un fenomeno è così largamente diffuso e allo stesso tempo misterioso, è facile che si creino delle leggende che come tali sono arricchite da elementi atti a stimolare la fantasia. Una di queste è relativa all’esistenza di un vero e proprio mercato “sommerso” di filmati snuff in sudamerica. I protagonisti sarebbero bambini, dunque un mercato gestito da potenziali pedofili. Molta realtà e poca leggenda ci sarebbe, invece, nell’inchiesta condotta nel 2000 da parte della Polizia delle Comunicazioni di Roma e Napoli di concerto con la polizia Russa, che ha portato all’arresto di alcune persone legate al commercio di pedo-snuff movies: bambini dai 2 ai 12 anni venivano violentati e uccisi e un video arrivava a costare anche 2000 dollari. Anche i video delle decapitazioni degli ostaggi in Iraq, a cui ho riservato un paragrafo a parte, possono considerarsi degli snuff anche se possiedono un significato politico. Ne discuteremo dettagliatamente nell’ultima parte di questo lavoro. Siamo anche a conoscenza dell’esistenza di un filmato snuff introvabile, ma solo perché sequestrato dalla polizia tedesca. Il fatto incredibile risale al 2001, quando Armin Meiweis, il cosiddetto “cannibale di Rotenburg” uccide e mangia una persona sotto gli occhi di una telecamera.
I fatti: Meiweis inserisce un annuncio su internet nel quale dichiara di essere alla ricerca di qualche volontario che vuole essere mangiato. Ebbene si, è allucinante, ma ancor più sconvolgenti sarebbero le numerosissime risposte all’annuncio da parte di persone in cerca di una morte “originale”. Con tanto di selezione, il nostro Armin sceglie tra tante la sua futura vittima, un ingegnere berlinese di 43 anni. Lo invita a cena nel suo castello, poi, dopo averlo saziato a dovere, gli taglia il pene e se lo mangia con il resto del corpo. Una telecamera impietosa riprende tutti gli attimi di questa macabra vicenda che sembra uscire da un film di Romero, ma invece è terribilmente vera. Non sapremo mai se nelle intenzioni del cannibale ci fosse anche quella di diffondere il video su internet, per questo motivo potrebbe non essere considerato un filmato snuff. Finzione allo stato puro è ciò che si vede nel famoso pseudo-snuff Guinea Pig: Devil’s Experiment. Video giapponese di 43 minuti in cui alcune persone rapiscono una giovane ragazza e le praticano di tutto: la strappano le unghie dalle mani, le versano addosso olio bollente, le tirano calci e pugni, infine l’ammazzano. Questo breve film ha sollevato parecchi dubbi sull’autenticità, infatti è stato prodotto e distribuito con l’intento di far passare per vere le scene del film e gli ottimi effetti speciali hanno tratto in inganno non poche persone. Se Devil’s Experiment potrebbe sembrare reale, il seguito Guina Pig 2: Flower of Bloody Flesh scade davvero nel ridicolo. Una specie di orribile samurai rapisce una giovane ancella e dopo averle amputato gli arti, naturalmente le dà il colpo di grazia decapitandola. A questi seguiranno altri episodi, ma il primo rimane il "migliore" della saga.


4. Distribuzione e diffusione

Gli snuff movies sono distribuiti attraverso canali “undergorund”, quindi nascosti e poco conosciuti. Ormai il mezzo di distribuzione più diffuso è internet. La grande rete virtuale mette a disposizione moltissimi siti web i cui server sono dei vasti contenitori di materiale snuff. La maggior parte di questi sono a pagamento rendendo accessibile solo una parte del sito, giusto per dare un’idea al visitatore della quantità e “qualità” di materiale a disposizione. Per fare un esempio, uno dei siti più famosi sugli snuff fa pagare 29.95 $ per un abbonamento mensile. Ho provato a digitare la parola chiave “snuff movies” sul Google, il motore di ricerca più utilizzato dagli internauti, e la risposta è stata la lista di ben 32.300 risultati. Testimonianza diretta della diffusione del fenomeno. I video snuff non vengono distribuiti solo attraverso server legati a siti web, ma anche e soprattutto da circuiti peer to peer. Questa tipologia di software consente la condivisione e lo scambio di files tra utenti. Molto diffuso per scambio di materiale tipo mp3 e DivX, il peer to peer è la nuova frontiera dell’illegalità. Ricordiamo Napster o Kazaa. Come funzionano? In pratica si scarica e si installa sul proprio pc un programmino che permette di effettuare, tramite apposite funzioni, delle ricerche di files attraverso parole chiave. Come detto, i files a disposizione sono svariati: mp3, fotografie, film e software. Basta inserire la parola chiave di ricerca “snuff” e la diffusione ha inizio… La distribuzione è migliorata con l’avvento della banda larga, ossia la connessione ad internet veloce. Infatti ci vogliono pochi minuti per scaricare un video di medie-grandi dimensioni per cui l’utente è più invogliato a cercare e scaricare questo genere di materiale, a differenza di una connessione ad internet lenta, tipo quella tradizionale a 56 k che non permette un download veloce. E’ doveroso precisare che gli snuff movies reali, probabilmente, non sono distribuiti attraverso la rete, ma “a mano”.

5. Psicopatologia dei soggetti fruitori: una premessa.

Possiedo un sito web personale e ho fatto un piccolo esperimento che, purtroppo, a causa di motivi tecnici non posso dimostrare attraverso dati. In un Forum ho inserito una discussione sui video delle decapitazioni degli ostaggi in Iraq e ho dato la possibilità ai visitatori di effettuare il download di uno di questi video. Il risultato è stato molto interessante quanto inquietante: centinaia di download in pochi giorni. Questo dato molto importante e significativo dimostra il vivo interesse della gente nei confronti di questo genere di materiale, anche a distanza di tempo dal suo picco mass-mediatico. Penso che “più una cosa è proibita e nascosta, più cresce la curiosità”. Proibiti e nascosti sono i video provenienti dall’Iraq. Spesso, infatti, ho dovuto faticare non poco per reperirne alcuni, pubblicati magari su siti internet di terroristi islamici e ogni tanto “inciampando” in pagine web civetta costruite dai servizi segreti americani. Sinceramente non capisco perché ci sia stato e tuttora sia presente questa repulsione da parte della società e dei mass-media nei confronti di una fenomeno che è stato al centro dell’attenzione pubblica per parecchio tempo. Eppure in tv assistiamo ogni giorno a scene di violenza, false o vere che siano non importa, l’effetto è sempre quello della rappresentazione della morte. La notte basta fare un po’ di “zapping televisivo” e il sesso è il tema principale di quasi tutti i canali televisivi privati. Durante il periodo di maggiore diffusione di questo genere di video, i mass media si sono comportati in modo del tutto strano, oserei dire ipocrita. Tutti i telegiornali si sono rifiutati di mandare in onda le drammatiche scene delle decapitazioni, i quotidiani riportavano solo qualche fotogramma. L’unica zona priva di controllo è stata internet. Anche se devo ammettere che è stato difficile trovare siti in cui scaricare i video delle decapitazioni irakene. I maggiori portali web hanno deciso di non pubblicare assolutamente nulla, un accordo implicito che è riuscito a creare per i primi tempi un effetto che su internet non si è mai verificato, l’irreperibilità. Un esempio pratico è Aljazzera.net, il portale internet della tristemente famosa tv araba, che dopo aver pubblicato moltissime foto di persone con le teste spaccate e corpi di bambini feriti e/o morti, decide all’improvviso, secondo una non meglio precisata morale, che il video dell’esecuzione dell’italiano Quattrocchi non dovesse essere pubblicato. Aljazeera è l’unica ad avere quel video e il divieto imposto (per ragioni politiche?) ha suscitato una curiosità morbosa tra gli “internauti” e non solo. Infatti ho potuto constatare la presenza su internet di molti video “fake” (burla) spacciati per l’esecuzione del giovane italiano. Questo potrebbe confermare il mio ragionamento fatto prima o potrebbe ulteriormente confermare il dato secondo il quale “dove c’è la morte, esiste un corpo, un Dio e uno sciacallo”. Dietro tutto questo perbenismo e ipocrisia da parte dei mass media, penso che si nasconda una parola il cui significato è alla base di una delle motivazioni che caratterizzano il comportamento umano, il potere. Avere la possibilità di decidere la sorte di un evento è una cosa alquanto comune e fuorviante. La decisione di non distribuire questi filmati su internet è stata motivata da una gestione perversa del potere che porta inevitabilmente noi comuni cittadini ad una sorta di “accudimento informativo” nei confronti di chi ci protegge da immagini e scene terribili che turberebbero i nostri animi così casti e puri. Facendo questo lavoro, spesso mi si è presentata l’occasione di confrontarmi con amici e conoscenti e discutere sulle motivazioni che mi hanno portato a trattare un argomento così macabro. Addirittura c’è chi mi ha dato del “bruto”, altri del “pazzo” e così via. Ho sempre risposto loro dicendo che non provo nessun piacere sadico quando assisto ad una decapitazione oppure ad un’evirazione, ma il mio desiderio di conoscere e approfondire questo fenomeno va al di là di tutto, mi spinge ad esplorare mondi sconosciuti e spesso inviolati, zone in cui la morte è solo l’atto finale, forse il più reale, il più sano rispetto a tutte le dinamiche della mente che lo precedono.


6. Psicopatologia dei soggetti fruitori: necromania

La parola necromania deriva dal greco necro che significa morte e mania che possiamo definire come “alterazione psichica dell’umore che si manifesta come un’esaltazione ed eccitazione abnorme” si riferisce all’interesse morboso per la morte. Per questo penso che la necromania sia alla base dei soggetti che fruiscono del materiale snuff. Molti sono spinti a guardare questi video da semplice curiosità, altri da spirito scientifico, la maggior parte da un semplicissimo piacere. L’assassino uccide perché prova piacere nel farlo, è attratto dalla morte, ma credo che la necromania omicida implichi anche un sentimento trasversale all’amore e all’odio, la paura. Si uccide perché si ha paura. Il necromane fondamentalmente ama la morte, ma prova paura per essa. Lo spettatore che guarda un video snuff è attratto dalle scene di violenza e di morte, ma fondamentalmente ha paura. Essa è un meccanismo di difesa molto noto nei disturbi d’ansia, in cui il timore per un attacco di panico spinge il soggetto a rinchiudersi in casa e a non avere più rapporti sociali. Secondo alcuni approcci psicoterapeutici, la paura provoca il sintomo d’ansia strumentale. Probabilmente anche chi guarda questi video prova paura che per difesa produce un piacere strumentale, un piacere utilizzato per esorcizzare quei fantasmi che ci appartengono fin dalla nascita e ci accompagneranno fino alla fine dei nostri giorni. Alzi la mano chi non ha mai tirato un sospiro di sollievo quando ha assistito a delle scene di morte in televisione. Una triste sensazione per l’accaduto, una consapevolezza che poteva accadere a noi e una piacevole conferma del dato di fatto di essere ancora vivi. I genitori abituano fin da piccoli i loro figli a respingere il concetto di morte, esaltando solo la vita e il piacere per essa. La morte è un argomento di cui non si deve parlare ed è meglio che il bambino scopra il più tardi possibile questa triste e inevitabile realtà. Si preferisce non far vedere al bambino la salma di un caro deceduto o addirittura si evita di portarlo al funerale, escludendo la possibilità di fargli conoscere e insegnargli il concetto di morte, mentre poi capita di lasciarlo ore e ora davanti alla Tv con in mano un telecomando in cui ogni pulsante corrisponde ad una fantasia incontrollabile. Forse anche per questo motivo molti giovani di oggi fanno le corse in auto o sfidano la morte in altre occasioni, proprio perché questo concetto non è conosciuto. Paradossalmente non si conoscono i rischi che si corrono, perché non vi è alcun rischio.
Il nostro spettatore di filmati snuff prova piacere nel guardarli. Ama per non essere odiato, è come se la morte, così, venisse in qualche modo tenuta sotto controllo:”Se io ti amo, tu non puoi odiarmi”. Forse è anche questo meccanismo che muove il sentimento dell’amore che unisce le coppie: si ama una persona per paura di perderla, mentre odiare per paura di star male presume un allontanamento dall’oggetto che procura fastidio con relativa perdita del controllo su di esso, e, nel nostro caso, la perdita del controllo della morte può provocare un’ansia con relativo disagio psichico. Oltre a provare piacere, il nostro spettatore, impara anche a conoscere la morte, strano concetto di “non vita” che non ha mai potuto apprendere se non dalla tv. A questo punto, però, pare opportuna una classificazione dei soggetti fruitori dei video snuff: possiamo distinguere il fruitore semplice e fruitore sadico. La prima categoria comprende quegli spettatori che guardano questo genere di video semplicemente per curiosità o per motivi di studio o di lavoro. La seconda comprende i soggetti che possiedono una psicopatologia che può comprendere soggetti con disturbi sessuali, disturbi di personalità e disturbi psicotici. L’elemento caratterizzante è il sadismo, il piacere perverso di guardare persone morire o assistere compiaciuti e gratificati a scene di violenza estrema. Bisogna meglio precisare che la sensazione di piacere è presente anche nella prima categoria, ma è un piacere sano, senza alcun connotato eventualmente psicopatologico. Ulteriore distinzione da fare è tra il concetto di necromania e quello di necrofilia. Il primo, come ampiamente detto, implica un interesse morboso per la morte; il secondo implica un’attrazione sessuale nei confronti di un cadavere. Effettuate queste distinzioni e una breve disamina sugli spettatori, non possiamo dimenticarci delle vittime di questi video, i veri protagonisti degli snuff movies.


7. Aspetti vittimologici e cognitivi delle vittime: donne e bambini.

Nel capitolo precedente abbiamo discusso dei fruitori degli snuff movies, ora però risulta un po’ difficile fare lo stesso per le “vittime” di questi filmati. Non esiste, in pratica, letteratura a riguardo, dunque cercherò di esplorare questo argomento nuovo e mai affrontato prima d’ora. Le vittime degli snuff movies sono per lo più donne e bambini. Sulle prime, violentate e uccise, il compito di descrivere gli aspetti cognitivi ed emotivi risulta molto arduo poiché non ho mai potuto assistere (per mia fortuna) ad un vero snuff movie e non ho dunque punti di riferimento. Per quanto riguarda i video con bambini come protagonisti, i traumi e le violenze penso che si avvicinino a quelle commesse tra le mura domestiche, ma credo che davanti ad una telecamera venga tutto amplificato e le violenze moltiplicate. Le aspettative di una persona che paga più di 2000 dollari per un video snuff saranno sicuramente altissime. Discorso diverso, invece, è dedicato alla stragrande maggioranza degli pseudo-snuff movies. Presumo che chi interpreti il ruolo delle vittime negli snuff lo faccia per ricavarne denaro, ma soprattutto per esibizionismo. Non avendo mai avuto contatto con degli attori snuff, non posso affermare che si tratti di esibizionismo, ma potremmo utilizzare questo termine non inteso nel termine parafiliaco del DSM-IV TR, ma piuttosto nel desiderio di comparire nel video e di provare piacere sapendo che qualche sconosciuto possa guardare quelle immagini. Un meccanismo perverso che è il motore che spinge molte persone a girare video snuff amatoriali, creati senza effetti speciali particolari, con telecamere non professionali, attraverso le quali chiunque, in pochi minuti può diventare “famoso” e sentirsi al centro dell’attenzione. Infatti non è molto difficile girare delle scene, magari in una casa, e poi riversare tutto il filmato sul pc e distribuirlo tramite i software peer to peer. A conferma di ciò i video più diffusi sono quelli “fatti in casa” che alle volte attirano l’attenzione proprio per i particolari “genuini” delle scene, perché più vicine alla realtà. Il masochismo è un altro motivo che spinge le false vittime degli snuff a farsi riprendere dalle telecamere. Penso che come per l’esibizionismo, non siamo sicuri se si tratti di vero e proprio masochismo sessuale, poiché mancano i criteri diagnostici, soprattutto perché probabilmente nessun esperto ha mai intervistato una “vittima” di uno pseudo-snuff, per cui è difficile capire se si tratti di una vera parafilia oppure il masochismo e l’esibizionismo siano situazionali, cioè se gli impulsi si verifichino solo durante le riprese. Certo sarebbe interessante fare una vera e propria ricerca scientifica su questo aspetto, ma poiché il fenomeno degli snuff è molto “nascosto”, è difficile poter avvicinarsi a chi li produce, anche perché, come detto sopra, il video “fai da te” sta diventando il formato preferito. Una cosa certa è che nella stragrande maggioranza dei video la protagonista è una donna. Bambini, ma soprattutto donne. Sicuramente perché sono figure che simboleggiano l’una l’innocenza, l’altra l’oggetto. La donna nella cultura dei produttori e dei fruitori è considerata ancora, lasciatemi passare il termine, un “raccoglitore di impulsi sessuali maschili”. Come nella pornografia, anche negli snuff la donna prende le sembianze di un oggetto su cui e con cui sperimentare di tutto e di più. Donna oggetto non solo negli snuff, ma anche in televisione. Ormai il successo di un talk-show o di un quiz televisivo non si misura dalla qualità del programma, ma dalla quantità di “letterine” presenti in sala. Se si evitasse di essere ipocriti, potremmo tranquillamente affermare che quasi tutta la tv ruota attorno alla figura oggetto femminile: non esiste trasmissione senza donna e la maggior parte dei casi, seminuda. I produttori televisivi hanno compreso benissimo come investire i loro soldi: meno budget per il vestiario, più “veline”. Anche in molti spot pubblicitari le donne sono quasi sempre svestite. Anche per pubblicizzare un tonno, non conta più comunicare la provenienza del pesce e l’affidabilità dell’azienda che lo produce, l’importante è riprendere una giovane ragazza con dei veli che lo mangia. Viviamo in una società cosiddetta “occidentale” e moderna, in cui la civiltà dovrebbe distinguerci dai Paesi cosiddetti “incivili”, ma personalmente penso che “tutto il mondo è Paese” e quello che succede nei Paesi musulmani in cui la donna non è per niente considerata, accade anche da noi, seppur in forma minore e velata. Anche in politica possiamo notare una esclusione della donna dalle cariche più importanti. Il fatto che, attualmente, al Governo ci siano solo due Ministri donne in ministeri non certo importantissimi, è un dato molto significativo. Condoleeza Rice invece è Segretario di Stato negli USA… Potremmo approfondire questo discorso, ma andremmo “fuori tema”. E' stata una digressione penso utile, per comprendere come mai è la donna che subisce quasi sempre nei video snuff. Non stupiamoci di questo, non facciamo falsi moralismi, ma la donna è e rimarrà sempre l’oggetto preferito delle perversioni maschili, anche perché è l’uomo l’animale incapace di frenare i propri impulsi, l’altro sesso, purtroppo, ne subisce le conseguenze.


Beheading-snuff movies: video delle decapitazioni degli ostaggi in Iraq

Se non ricordo male tutto ebbe inizio durante la puntata in diretta di “Porta a Porta” il 15 aprile 2004, in cui era ospite, tra gli altri, anche il Ministro degli Esteri Frattini. In diretta arrivò la notizia dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi che fino a quel momento era tenuto ostaggio insieme ad altre tre persone Stefio, Cupertino, Agliana. Chi era veramente costui, non lo sapremo mai, fatto sta che gli altri tre suoi colleghi, furono stranamente liberati poco prima delle elezioni europee. Anche se il video non è stato mai fatto vedere e il povero Quattrocchi non è stato decapitato, ma ucciso per mezzo di un’ arma da fuoco, si può considerare l’episodio come l’inizio del periodo beheading-snuff movies. Il presunto gruppo del presunto Al Zarqawi (ripetizione voluta) fu accusato di commettere queste terribili decapitazioni. Il primo ad essere decapitato fu Nick Berg, un giovane antennista che pensava di andare in Iraq a riparare il segnale delle televisioni degli irakeni guastato dalle bombe anglo-americane, mi correggo, un giovane antennista andato in Iraq per un non meglio precisato motivo. Il suo video fu distribuito su internet e la sua diffusione si propagò a macchia d’olio. Poi toccò all’interprete coreano Kim Sun-Il, al bulgaro George Lazov e così via. Ad oggi sono circa 20 i video delle decapitazioni in circolazione su internet. Questi video, come si accennava prima, possono definirsi degli snuff-movies, anche se dietro c’è un significato politico molto preciso. Gli ostaggi decapitati erano di nazionalità diverse, anche se per lo più americani. In ogni video le richieste dei rapitori erano sempre le stesse: l’esercito del Paese “invasore” dal quale proveniva l’ostaggio di turno, doveva lasciare immediatamente l’Iraq. Naturalmente gli USA e gli inglesi non sono mai scesi a patti con i terroristi, mentre le truppe filippine tornarono a casa per salvare l’ostaggio Angelo de la Cruz. Il significato politico di questi video lo si può trovare nel doppio effetto che ogni video diffuso su internet produceva. Il primo era tipico dei terroristi classici che con le loro gesta incutono timore nell’opinione pubblica. I video erano un chiaro tentativo di destabilizzazione della politica attuata dalle nazioni cha hanno partecipato alla caccia alle armi di distruzione di massa in Iraq. Questi filmati cercavano di destrutturare il pensiero dell’opinione pubblica e dei mass media di tutto il mondo, entrambi convinti che l’Iraq fosse un covo di terroristi. Come è stato recentemente accertato, però, non esistono nel Paese di Saddam armi di distruzione di massa, né tanto meno era un rifugio per terroristi, mentre paradossalmente lo è diventato ora, poiché non esiste più controllo e qualsiasi esercito mercenario può andare in Iraq per loschi affari. La politica dei terroristi è proprio quella di cercare di incutere timore attraverso atti dimostrativi eclatanti. L’altro effetto, secondo me, molto più recepito dalla gente rispetto al primo, era quello di creare consensi intorno all’intervento armato in Iraq da parte delle forze alleate. Paradossalmente ogniqualvolta un video veniva rilasciato su internet il pensiero di una “guerra giusta” si rafforzava nell’opinione pubblica. Parallelamente a questi effetti, la diffusione dei video ha sviluppato sentimenti razzisti nei confronti di tutto il mondo islamico. Dunque un significato schizofrenico di questi video che da una parte dovevano incutere timore, ma dall’altra provocavano l’effetto opposto, la rabbia nei confronti di questi cosiddetti barbari. Io non so cosa si nasconda dietro questa vicenda, ma penso che molte cose non siano chiare e i dubbi sono tanti e, forse, non verranno mai svelati. Non riesco a comprendere come un antennista sia finito in Iraq o come uno studente che doveva andare in vacanza in Australia sia finito nelle mani degli sgozzatori. Forse nessuno ha un interesse a fare luce su questi episodi, probabilmente essi sono legati a vicende politico-militari molto più grandi di noi comuni cittadini. Tanti misteri, come quelli che saltano fuori analizzando qualche video. Ad esempio, prendiamo in considerazione due video, quello degli inglesi Kensley e Armostrong. Entrambi gli ostaggi, dovrebbero essere stati uccisi dallo stesso gruppo terroristico.

Fotogramma 1 video Kensley

Fotogramma 1 video Armstrong

Le altezze delle 5 persone nel primo fotogramma sono diverse da quelle del secondo, addirittura l’ultimo personaggio a destra, nel secondo fotogramma, sembra essere uno dei sette famosissimi amici di Biancaneve… Possiamo notare che, sempre nel secondo fotogramma, è presente una specie di balcone (nel video si intravede anche una tenda) che nel primo non c’è. Inoltre sempre nel secondo fotogramma la prima persona da sinistra indossa una tuta verde diversa da quelle degli altri, perché? Mistero.

Fotogramma 2 video Kensley

Sempre nel video di Hensley possiamo notare anche altri due particolari attraverso il secondo fotogramma. Cos’è quell’oggetto contraddistinto dal numero 1? Mistero. Nel video sembra una plafoniera per lampade al neon, quindi il setting è diverso da quello del secondo video. E cos’è quella specie di pannello bianco contraddistinto dal numero 2? Mistero. Arriviamo, dunque, al particolare che più mi “sballa”, utilizzando lo slung dei fumatori di marijuana.

Fotogramma 3 video Kensley

In questo fotogramma, possiamo notare con stupore le calzature indossate da questi giovani sgozzatori: scarpe da ginnastica. Dal video sembrano di marca americana, tipo Reebok o Nike. Non si capisce come mai dei terroristi pronti a sacrificare la propria vita per il nemico USA, indossino delle scarpe americane: mistero del mistero. Inoltre i mass media non ci hanno fatto sempre credere che abitavano nelle caverne delle montagne? Ho potuto notare che tutti i video sono ben montati, contengono immagini, scritte e musica di sottofondo. Questo porta all’idea che a disposizione dei terroristi vi sia una attrezzatura tecnologica di tutto rispetto che farebbe invidia ad Aljazeera. Oltre alla tecnologia avanzata in alcune zone dell’Iraq (forse!), possiamo apprezzare anche un ottimo servizio delle poste irakene e l’invidiabile funzionamento dei corrieri espressi, altrimenti non si comprenderebbe come sia possibile far recapitare ad Aljazeera i video a tempo di record (non venite a raccontarmi della nota cassetta delle lettere di Aljazeera al centro di Baghdad). Se volete possiamo anche parlare di internet. Nel Paese in cui regna il caos totale, c’è qualcuno che con un satellitare riesce a connettersi alla rete virtuale, spesso lo fa per controllare la posta o chattare, altre volte per mettere in rete i video delle decapitazioni. Ma i satellitari non erano controllati dagli USA? Mistero. Certo, l’unico contrasto al terrorismo che può attuare Bush è quello su internet ai danni dei poveracci che come me sono in cerca dei video delle decapitazioni per analizzarli. Concludo dicendo che non sono schierato politicamente, ma sicuramente sono contro ogni forma di guerra. Con questo mio lavoro cerco solo di analizzare, nel mio piccolissimo, alcune contraddizioni presenti in questo fenomeno.
Grazie per la cortese attenzione.

Ecco cosa mi è apparso una notte su un sito internet di terroristi islamici.

The US Department of Homeland Security under the Patriot Act has cited your destination as a potential terrorist activity. Your IP address is now under surveilence by the The United States Government and your name has been added to the Enemy Combatants List.
Expect a knock on your door shortly

(none)
gave you
/xxx.wmv
And we tracked you on
xxx.xxx.xx.xx.
Sorry dude your organization didn't give you the right URL or you typed it wrong. Try again later. Or go to the home page xxxxxxxx

Io sto ancora aspettando la vostra “knock” alla mia porta…
…sbrigatevi, il caffé si raffredda!

Ultimo aggiornamento ( Domenica 24 Febbraio 2008 21:09 )